Come contiamo le chiamate
Contiamo conversazioni, non record. Se una chiamata squilla su cinque apparecchi, resta una chiamata. E una chiamata che arriva da voi e viene trasferita internamente non è una seconda chiamata, in uscita.
Tre regole, non di più
- Una conversazione è una riga. Per una sola chiamata il centralino scrive più record: uno per ogni apparecchio che squilla, uno per ogni coda, uno per la segreteria. Con un gruppo di chiamata possono essere facilmente diciassette. Si conta la chiamata, non la contabilità del centralino.
- La direzione la decide chi ha composto il numero. In uscita è una conversazione che inizia da voi: qualcuno da voi compone il numero. Se la chiamata arriva dall'esterno e viene passata internamente, resta in entrata, anche se il centralino scrive internamente un ramo in uscita per il passaggio.
- Risposta significa: qualcuno ha sollevato. Una deviazione alla segreteria o verso un'altra destinazione viene segnalata dal centralino come «risposta». Per chi chiamava non c'era nessuno. Perciò conta come risposta solo ciò che una persona o un apparecchio ha accolto.
Un tentativo di chiamata in cui nessuno risponde conta come chiamata in uscita: il tentativo è la prestazione. Semplicemente non conta come risposta.
Che cosa è cambiato e quando
- 18.09.2026 Le analisi contano conversazioni. Da allora un passaggio interno non conta più come chiamata in uscita propria. La stessa regola vale retroattivamente per tutte le chiamate memorizzate: altrimenti ogni serie storica avrebbe in quel giorno un gradino che sembra un crollo e non lo è.
- 01.10.2026 La fatturazione conta come le analisi. Fino ad allora veniva addebitata ogni operazione con un ramo in uscita. Il cambiamento ha effetto da quel giorno e non viene applicato retroattivamente: ciò che è stato fatturato resta fatturato.
- 01.12.2026 «Risposta» presuppone una persona. Da quel giorno una chiamata risulta risposta solo se una postazione o un apparecchio ha sollevato la cornetta, non se il centralino l'ha inoltrata. È stato annunciato prima, perché nessuno trovi il numero prima nella propria panoramica.
Perché i vostri numeri in uscita sono calati
Perché prima si contava troppo, non perché si telefoni di meno. Misurato su tutte le aziende e trenta giorni, in sola lettura sui dati reali:
- −53 % chiamate in uscita. Una «chiamata in uscita» contata su due era in realtà un ramo di un trasferimento, di una coda o della segreteria.
- −3 % chiamate risposte. Qui il vecchio numero era quasi giusto; sono interessate solo le chiamate deviate in cui nessuno ha davvero sollevato.
Le chiamate in entrata semmai aumentano invece di diminuire: una chiamata che prima veniva registrata come ramo in uscita è ora ciò che era, una chiamata in entrata.
Dove la regola arriva al suo limite
Se un ramo in uscita appartenga a una chiamata in entrata lo riconosciamo dall'identificativo che il centralino assegna a entrambi i rami. Rispetto ai casi in cui il centralino indica espressamente il motivo della deviazione, questa regola li individua tutti: non ne trascura neppure uno.
Circa tre rami riconosciuti su cento sono però un'altra cosa: una chiamata in uscita avviata da qualcuno durante una conversazione in corso, consultazione e trasferimento. Secondo questa regola non contano come chiamata propria. È una decisione, non una misura, e sta qui perché ce la si possa contestare.
Aggiornato al 18.09.2026. Misurato sui propri dati delle chiamate, non stimato. Se cambia la regola, cambia questa pagina, e con essa l'avviso accanto al numero.